La Brancaleone è
nata il 15 febbraio del 1973 da un’idea di Giorgio
Fracchia e Francesco Forno per permettere agli atleti della pista di
correre le prime corse podistiche. In quel periodo, per colpa della crisi
petrolifera, le domeniche non si poteva utilizzare l’automobile.
Si sviluppò
il mondo delle podistiche domenicali e delle passeggiate con
le famiglie sulle strade deserte, uno scenario particolare che non scoraggiò la
popolazione.
Nacquero tante
squadre e vennero scritti i primi regolamenti, necessari visto l’incredibile
numero di persone che si avvicinarono alla corsa.
La Brancaleone
si affiliò per la prima volta al C.S.I. con l’intenzione di svolgere più attività sportive, come il volley,
il ping pong, il calcio ecc. Questo permise agli atleti
della Vittorio Alfieri di correre sia in pista che su strada.
Leggendo le
classifiche dell’epoca lo stesso atleta appariva nelle gare in pista affiliato
alla Vittorio Alfieri per poi trovarlo nelle corse su strada iscritto alla
Brancaleone. Il primo Presidente fu Angelo Colasuonno.
Il binomio
Vittorio Alfieri – Brancaleone proseguì per alcune stagioni, e con l’aumentare
delle podistiche, molti si avvicinarono al mondo della corsa su strada non
nutrendo interessi per la pista, per questo motivo si decise di staccare
dopo un paio di stagioni la Brancaleone dalla Vittorio Alfieri.
Il primo
Presidente della Brancaleone “indipendente” fu Giovanni Pavan, classe ’35, uno dei “senatori” della 24×1 h.
La squadra
crebbe nel giro di poco tempo e incominciò a imporsi con atleti che fecero
la storia del podismo di quegli anni, tra tutti Franco
Cipolla e Gianfranco Dal Ben che con le loro vittorie crearono
interesse nei confronti della Branca.
Le donne
all’epoca che praticavano la corsa erano davvero poche, la prima
tesserata Branca fu Carla Palumbo.
Il Presidente
del cambiamento fu Mario Amerio che diede un’organizzazione alla squadra e restò in carica diverse
stagioni facendola crescere.
Nel 1978 ci fu
una scissione e gli atleti che lasciarono la squadra fondarono il DLF
guidati proprio da Mario Amerio.
La Branca si riorganizzò grazie a due figure
importanti della nostra storia, Cesare Fiora che venne eletto Presidente,
e il Segretario storico della squadra Francesco Fantauzzi, due persone che
amavano svisceratamente la Brancaleone, diedero ad essa un’identità forte
ancora presente oggi. Purtroppo nel 2019 sono
mancate a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Dopo la scissione in quell’anno la squadra si
affiliò alla FIDAL per dare una svolta verso quell’identità di Società di
Atletica per poter competere anche nelle specialità di corsa in pista e
partecipare ai vari campionati.
La nostra natura “stradaiola” non venne mai meno
e iniziammo ad organizzare delle corse su strada che hanno fatto la
storia del podismo locale, grazie all’iniziativa di Francesco
Fantauzzi, la più famosa dell’epoca la 17 km del trofeo Tecnovetro che richiamava oltre 600 atleti.
Il podismo crebbe notevolmente in quel periodo, i
calendari riportavano solo nell’astigiano oltre 60 gare ufficiali e decine di
gare denominate “non competitive” che di passeggiata avevano ben poco.
La Branca arrivò ad avere oltre 100 iscritti negli
anni 80 e diventare molto competitiva, tanto da arrivare a competere
e vincere più volte una gara importante ed unica nel suo genere, la 24 x 1h.
Una manifestazione che si vinceva solo se il sodalizio era coeso e competitivo.
Verso la fine degli anni 80 il movimento delle
corse ebbe un periodo di stallo e le società si ridimensionarono,
soprattutto qui da noi nell’astigiano, noi arrivammo ad essere meno di 40
iscritti, crisi che non colpì le squadre dedite alla pista ed organizzate
diversamente. Persone valenti come Antonio Galati e il mitico Fanta riuscirono
con molta fatica a non disperdere il gruppo.
Se le persone fanno la differenza creando dinamiche
positive, si può confermare che è quello che è successo agli inizi
degli anni 90. Arrivarono in Branca persone, atleti e amici che con la
loro energia propiziarono un periodo molto positivo. Giacomo e
Maurizio per 17 stagioni hanno guidato la Branca con lo spirito del papà,
aiutati da persone amiche come Lory Fausone,
Vittorino Zaccone, Stefano Carbone, Roby Cannella, Max Cantarelli, Pier Scoffone e Antonella Rabbia.
La nostra squadra iniziò a collaborare con
il comitato provinciale che riprese vigore ed il
calendario delle corse si riempi nuovamente di corse podistiche grazie
all’infaticabile Lory che seppe gestire le tante richieste.
Iniziammo a frequentare più
assiduamente manifestazioni valevoli per i titoli Nazionali e Regionali
nel settore master, vincendo diversi titoli italiani e regionali.
Un periodo che ci vide tre volte vincitori della 24x1h
e sempre sul podio le altre volte.
Tante le gare organizzate dalla Branca grazie alla spinta
di Francesco e collaborazioni importanti come la Asti/Nizza.
La voglia di fare esperienze ci porto a partecipare
a decine di giri podistici come l’Isola d’Elba, Giro dell’Abruzzo, degli
Etruschi, dell’Umbria.
Un senso di unione e partecipazione sempre più forte
che creava aggregazione e voglia di fare sempre qualcosa insieme per
poter condividere le proprie emozioni ed esperienze.
Famose le pasquette di Neive dove dopo la corsa ci si
fermava in tanti a fare il pic nic.
Che dire delle Corse Sociali sempre più una festa che una gara con le tavole
bandite abbondantemente da tutti coloro che Vi partecipavano.
Atleti di punta a livello Regionale e Nazionale come Margherita
Grosso, Cinzia Passuello, Enzo Ferrero e gli inossidabili King Dal Ben e Franco
Cipolla diedero lustro alla squadra.
Così siamo arrivati all’inizio del 2° millennio a festeggiare i nostri primi 30 anni ancora
presenti e decisi a far bene e conservare un equilibrio tra il passato ed il
futuro.
In quel periodo la Fidal decise di cambiare le
regole scrivendo regolamenti sempre più “responsabilizzanti” a carico
della figura del Presidente delle squadre e questo decretò una cosa che viviamo
tutt’oggi, la fine delle corse podistiche domenicali.
Intuimmo immediatamente la volontà di spostare il
baricentro e l’impegno della federazione verso le manifestazioni dei grandi
numeri e del cosiddetto business a discapito delle simpatiche gare podistiche
della domenica o delle estati d’agosto di chi stava a casa. Il calendario si
impoverì nuovamente.
Pochi volevano prendersi le responsabilità altrui,
giustamente, perché chi organizzava era solitamente una pro loco che doveva
appoggiarsi ad una società podistica.
Facendo così la federazione spostò involontariamente
verso gli enti di promozione le podistiche. Le cose cambiano nel bene o nel
male ma la Branca fortunatamente c’è e nel 2011 il cambio della
dirigenza porta alla Presidenza la Anna “Ninni” Saccobotto,
che da anni era già membro del consiglio direttivo ed aveva maturato la giusta conoscenza
delle dinamiche della squadra.
Fu una stagione ricca di trasferte ben
organizzate e di cambiamenti con nuove divise e atleti nuovi a
sostituire la generazione storica che incominciava a sentire i
primi acciacchi. Con lei si arrivò a festeggiare un traguardo davvero
importante, quello dei 40 anni della Branca.
Intanto cresceva una nuova generazione di
dirigenti che veniva decretata con l’avvento di Fabio Amandola ben
coadiuvato da Miki Panza e dalle rispettive famiglie.
Questo nuovo gruppo dirigenziale ha decisamente cambiato
rotta puntando ad organizzare manifestazioni di alto livello
come la MonferRun e, per la prima volta, il
Campionato Italiano su strada.
Facile a dirsi non così semplice a farsi.
Arrivano atleti importanti come Elisa
Stefani e Flavio Ponzina che
a suon di record diventano i due atleti più forti che la squadra abbia mai
avuto.
· Elisa Stefani
viene convocata in Nazionale e fa il minimo per le olimpiadi di Tokyo.
· Atleti
rappresentativi come la bi olimpica Rossella Giordano.
· Atleti come
Gabriele Gagliardi ed Irene Baccelliere che fanno il minimo per gli italiani.
· Che dire di
Matteo Lometti ed Antonio Pantaleone e tanti altri
ancora.
Dopo oltre un decennio si torna a vincere la 24. Un
periodo fantastico culminato con l’accordo tra il progetto Junior e la Branca
per il settore giovanile, mai curato prima. Tutto questo nonostante un periodo
storico segnato dalla pandemia che ha sicuramente segnato le nostre vite.
La nota positiva è che la Branca c’è ed è in buone
mani e si pensa a festeggiare nel 2023 i 50 anni della Squadra e del
Presidente con la speranza che questa storia non si interrompa mai.
Maurizio Fiora